Il parassita primordiale


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Su qui fa sempre più caldo, si è sempre soli e si rivedono come un film al rallentatore fotogrammi di vita vissuta.
I manichini parlano in questa direzione solo quando hanno BISOGNO di qualcosa altrimenti si nascondo nelle ombre dell’opportunismo e parassitismo come nulla fosse. Ah! Ad avercene di coraggio come loro, me lo sono sempre chiesto e fatto pesare…"perchè non sono come loro?"…
 
Ovviamente non voglio fare santo e martire il manichino che mi ospita, anche perchè sarà capitato a molti incotrare altri manichini che comunicano solo per BISOGNO, per necessità anzi a volte te lo esplicitano…"mi piaci…ti voglio bene..solo perchè sei cosi’ disponibile"…Ke skifo!
Non c’è frase peggiore che un neurone, per altor mio collega, possa creare e far dire…ovvio non bisogna sparlare della propria categoria, ma certi …
Neuoroni vanno ben individuati, criminalizzati ed ISOLATI !!!
 
Ora ritorno a contare i nervi ottici, magari mi addormento e non ci penso a questi manichini privi di midollo..
 
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Quinta memoria del neurone

Manichini vuoti


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Che rumore, quanto rumore, è un rumore assordante questo silenzio!
Ho l’impressione, osservando dalle finestre, che presto passerà
E che i soliti manichini, fatti con lo stampino,che recitano le solite frasi
Presto svaniranno.
 
Alla fine io qui sono solo e non si sta poi così male qui,
La fuori forse è diversa la cosa, ho studiato per anni i vari comportamenti dei manichini, anche del mio manichino,
Loro tendono ad aggregarsi bha….razza debole..
E spesso soffrono se non accompagnati, che vita vuota…
 
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Quarta memoria del neurone

Iceberg alla deriva


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Molte parole ho ascolato nel corso degli anni e molte ne ho osservate da quelle finestre azzurre, ma queste avevano un significato particolare per cui le ho appuntate qua è la sul mio diario di naufrago-neurone, a me sono piaciute chissa’ se daranno lo stesso effetto a chi un giorno ritroverà questo diario..:
 

Questo Manoscritto è solo la punta di un iceberg, un iceberg distaccatosi molto tempo fa dalla calotta a cui era legato, e che ha vagato per molto senza meta, si è quasi arenato per un lungo periodo prima di riprendere il suo viaggio che ora volge al termine.

Ovviamente, durante il suo percorso, ha avuto bisogno di aiuto e di qualche picconata qua e la ben assestata per disincagliarlo dai vari ostacoli trovati sul cammino.

Bene. Queste poche righe, sentite e sincere, sono per tutti quei ‘picconatori’ che mi sono sempre stati vicini e che hanno sempre creduto nella riuscita del mio obiettivo, e penso ai miei Genitori in primis.

A chi si è trovato a soccorrermi e sorreggermi nei momenti di sconforto e quasi abbandono, mi rivolgo agli affetti più cari, a quei pochi amici sinceri e alla mia Stella Polare che mi ha sempre indicato la rotta giusta.

Le mie parole vanno a chi è stato di passaggio, ha incrociato questo lungo percorso ma ha lasciato in me un segno tangibile della sua esistenza.

E per finire, permettetemelo, mi sento di ringraziare me stesso per aver tenuto duro e con tenacia raggiunto la vetta di questo iceberg per mettere la tanto agognata bandierina di conquista con su scritto ‘Laurea’.

Ma so già che questo non è  che solo  l’inizio di un altro lungo viaggio che porterà, me e l’iceberg, a vagare, in questo triste mare di desolazione di nome Disoccupazione, finche non vedrò all’orizzonte delinearsi una meta e potrò, finalmente, come fanno i migliori marinai di vedetta gridare: LAVOROOO !!!

 

Dalle memorie di un ex naufrago universitario, 21.07.2005

 

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Terza memoria del neuorone

Gocce


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Ero a riposo quando ho udito queste parole vagare nel vuoto di questo posto, ho pensato di riportarle:
 
Siamo gocce destinate ad evaporare sotto la luce del nostro obiettivo
O ad essere assimilate dal mare e divenire un unica massa uniforme e indistinta
Lasciare un segno del nostro passaggio in altre gocce è l’unica via
Ora vengo a bagnarvi.
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Seconda memoria del neurone

Genesi


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Dopo anni di navigazione in lungo e in largo per i due emisferi ho potuto constatare di essere l’unico presente in questo luogo grigio.
 
Ho deciso di smettere le ricerche e di dedicarmi a raccontare cosa osservo quando vedo attraverso queste finestre che cambiano colore, ora azzurro ora verdi, e cosa odo quando mi fermo ad ascoltare le voci provenienti da due cavità poste ai lati di quest’isola.
 
Ora sono troppo stanco per scrivere, riposero’ prima di raccontare cio’ che succede qua su’ e li fuori.
 
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Prima memoria del neurone

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