Coming Around Again


############# Alcuni giorni dopo ######
 
Sono tornato da ROMA, ed è stato un bel capodanno ! Solo che la maledizione di MAX GAZZE’ continua a perseguitarmi….a breve vi raccontero’ meglio di questi giorni e di alcune sensazioni particolari personali ;)….
 
 
##############################
 
In questi giorni ascolto spesso questa canzone, è positiva, parla di un ritorno ‘in vita’, un riemergere dalle tenebre che la vita a volte ci riserva e sentire quest’aria che ritorna, questo circolo di positività che tangi nelle persone che frequenti, spero non svanisca subito ma che a partire dal nuovo che verrà possa rafforzarsi…
 
Una casualità mi ha voluto in partenza per Roma, passerò il capodanno in piazza, finalmente sentiro’ Max Gazze’, qualcuno me ne privo’ ingiustamente per troppo tempo, un abbraccio a presto…
 
– L7h –
 
Coming Around Again – Simon Webbe
 
I been sitting in the darkness
But the sunlight’s creeping in
Now the ice is slowly melting
In my soul and in my skin
All the good times my friend
Are coming around again
Oh yeah

I been thinking reminiscing
Of better nights and better days
Hiding in a refuge
Of memories I’ve made
I got a feeling within
It’s coming around again

CHORUS
[It’s coming around again]
We been so long waiting
For the all time high
We got a damn good reason
To put your troubles aside
And all your winter sorrows hang ‘em out to dry
Throw it away
Gotta throw it away
All the colorful days my friend
Are coming around again

That’s right
Yeah yeah Mmm

I got someone waiting for me
It’s been so long since we met
And I may not be your salvation but I’ll offer nonetheless
And if like me u wanna take that chance
It’s coming around again
Ooh yeah

CHORUS

Yeah yeah Mmm

I can feel a change of fortune
No more riding on my love
Feel the weight is off my shoulders
As my feet become unstuck
And all the good times on which we do depend
Oh it’s coming around again

RI-TRASLOCO !!!!


Neache 2 mesi fa ero giunto in quel di Milano ad abitare che è già ora di impacchettare tutto, baracca e burattini, e spostarsi in un altra casa. Attualmente sono al confine tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, più Cinisello cmq, ma vi dirò : AI CONFINI DELLA REALTA !!
 
 
In pratica sta casa non sarebbe da buttare, sopratutto la stanza abbastanza larga, se non fosse per :
  1. La padrona di casa invadente, che dire invadente e dir poco, ci manca solo che dormisse nel mio letto o che si facesse la doccia con me !! E non è una bella sensazione stare accanto ad un cubo gelatinoso di 1,5 mt x 1,5 mt; una lavatrice in pratica !!! 😀
  2. Alcuni inquilini non conoscono la parola ‘pulizie’ o ‘pulizia’ e vivono e respirano senza curarsene delle ‘Invasioni Acariche‘ (ndr citazione da ‘Invasioni barbariche’);
  3. Dulcis in fungo….gli scarrafoni !! E vabbè che ogni scarrafone e bello a mamma soia ma a me me fac nu poc skif, moc a kit e murt…..come direbbe il buon giulio…:P

Ora sono nel bel mezzo della chiusura di valigie e pacchi, devo trasportare il tutto in Via dei Transiti, vicino Via Padova, a 100 o 200 metri dalla metro Pasteur, che è ad una fermata da Loreto dove seguo il corso. Insomma qualcosa per il verso giusto va, spero continui ad andarlo, anche se ormai siamo quasi una coppia di fatto, pacs, io e mia moglie la SFIGA !

Riprendo i preparativi per il trasloco….a quasi quasi dimenticavo, tra l’altro domenica alle 11 scendo giù per il natale e il capodanno, si ritorna a casa in quel di Bisceglie (provincia di Bari per i non amanti della geografia).

A presto, L7h.

Rebirth – Part I


Ormai ci siamo, mancano solo pochi giorni all’ennesimo giro di boa. Non è stata una bella regata questa, troppi ostacoli sul cammino, troppo vento contro, troppi marinai hanno abbandonato la nave, finchè il capitano non è rimasto li da solo e per ultimo.
In questo viaggio, tanto per citare la metafora del viaggio che a qualcuno piace tanto, un viaggio interno più che geografico o metaforico, ho imparato molte cose, anche cose su di me che ancora non conoscevo, cose che magari ti temprano, ti fanno da scudo per il futuro ma che prima di assimilarle devi sputarne di sangue.
Qualcun’altro dice che: viaggiare è come un pò morire, credo che sia la definizione adeguata al contesto; in questo lungo viaggio penso di esser morto, perdendo tutto, abitudini, conoscenti, amici, legami, amori passioni….un altro io sta nascendo, diverso per certi versi e simile per altri, ma mutato nel suo profondo.
Rebirth, <<un esperienza shokkante ma necessaria>>, manca poco. Se qualcuno crede di esser pronto al cambiamento e di voler proseguire il nuovo viaggio salga ora sulla nave, facendomelo capire in modo chiaro, o prenda un altra rotta per sempre.

Egoismo


L’egoismo è l’unico movente delle azioni umane.
Bini, Carlo Manoscritto di un prigioniero [Sordi]
#
Era tempo che non lasciavo una traccia del mia misera e solitaria esistenza all’interno di questo involucro che ormai da mesi si trascina.Ne ho viste molte in questi mesi, e se devo esser sincero non ho avuto modo di ragionarci su e capire cosa stesse avvenendo.
Guardavo al di fuori e non vedevo nulla, all’improvviso tutto e tutti eran svaniti come neve al sole, rapiti da una pazza voglia di puro e sano egoismo. Eppure non sembrava vero, anni passati circondati da gente e persone degne del termine ‘amico’ o ‘amore’ e poi il vuoto, il deserto.
Ora tutto è tabula rasa, io son sempre meno impegnato di prima, non che dovessi formulare pensieri degni di un nobel, ma come unico neurone in carica avevo il mio bel da fare. L’impegno, anzi il peso, diamo il giusto valore alle parole, della situazione è sostenuto dal tizio rosso e pomposo che al piano di sotto fa un casino della madonna e non mi fa dormire, a volte è un frastuono impazzito altre è un flebile susseguirsi di percussioni lontane.
Infatti, anche se non lo da a vedere o sentire, è allo stremo delle forze, ha dovuto reggere, e lo fa tutt’ora, una situzione che non avrebbe sostenuto nessuno, o meglio no, chiarimoci, qualcuno si : gli egoisti appunto!
Silenzioso ora aspetto l’evolversi degli eventi, intanto osservo da queste cavità il nuovo habitat naturale dove il mio manichino mi ha condotto: posti nuovi, scene nuove, stanze con musica a palla a cui non ero abituato, manichini nuovi, alcuni anche piacevoli e molto disponibili col mio manichino, magari ci sono le premesse per un cambiamento, magari una trasformazione da questo stato ti torpore e plebaglia altruista, disponibile, dolce e tutti quelli aggettivi poco blasonati e poco di moda in questa società egoista…ed elevarsi ad una casta più aderente ai canoni dei manichini di nuovo e vecchio stampo riconvertiti al dio egoismo.
Ma queste sono solo illazioni, vivo solo qui da anni e so che un cambiamento così radicale è duro da mettersi in atto, potrebbe avvenire solo con un era glaciale al piano inferiore, la dove il tizio rumoroso attende nel silenzio un colpo letale alle sue ambizioni, ai suoi sogni….alle sue velleità.
Ora si è fatto tardi, osservare qui il mondo esterno mi ha fatto venir mal di neurone, ci vorrebbe un moment…ma anche due….alla prossima.
#
settima memoria del neurone

*Haiku*



Ridevo  di  te,
Ora  sto  piangendo  per  te,
E  sono  solo.
(si ringrazia Diego)
 
 
 
– 7h –

Haiku


<< Oggi apro una nuova sezione, una sezione dedicata alla poesia, un genere di poesia che ho scoperto da poco e che racchiude in modo molto sintetico, ermetico, le sensazioni del momento. A volte le scriverò io a volte ne riporterò alcune che mi son piaciute sulla rete, spero vi piacciano. Ora vi spiego cosa è un Haiku ! >>

Un haiku è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. Lo haiku fu creato in Giappone nel secolo XVII e deriva dal Tanka, componimento poetico di 31 sillabe che risale già al IV secolo. Il TANKA formato da 5 versi con una quantità precisa di sillabe per ogni verso: 5-7-5-7-7. Eliminando gli ultimi due versi si è formato l’Haiku.

Per l’estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine. Tradizionalmente l’ultimo verso è il cosiddetto riferimento stagionale o kigo, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell’anno in cui viene composta o al quale è dedicata. Soggetto dell’haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’haijin (il poeta). La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni.

Gli haiku non hanno, per tradizione, alcun titolo.

La prima antologia di poesia giapponese intitolata "Manyoshu" risale all’ VIII secolo; comprende 20 volumi con 4.500 poesie in diverso stile. Nei licei americani e in Marocco si insegnano tutt’oggi le tecniche per scrivere Haiku. Jack Kerouac ne fu grande appassionato e compositore. In Giappone si calcola che più di dieci milioni di persone (circa il 10% della popolazione) si diletta a scrivere Haiku. I gruppi di poeti che si riuniscono per parlare di Haiku si chiamano Haijin. Pressoché ogni giornale nipponico ha una sezione riservata agli Haiku.

– 7h –

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: