Giro di Boa


È molto che non mi fermo a scrivere qualcosa, un po’ per mancanza di tempo e un po’ per mancanza d’ispirazione, ma ora mi sembra il momento giusto per accumulare tante cose ed eventi tra loro e metterli assieme in qualche modo o attraverso qualche link trasversale delle mie sinapsi. Per cui, chiunque tu sia, giovane lettore / lettrice prenditi una bella pausa, fatti una bella tazza di caffè, o the a seconda dei gusti, e rilassati leggendo.

Intro.

Erosi e incessanti i minuti scandiscono il tempo di questi ultimi giorni, i primi di ottobre del 2007, a pochi giorni dal mio primo giro di boa; dal mio primo anno fuori e lontano da casa, dal mio primo anno a Milano. Avevo abbandonato queste pagine di racconti e cronache di vita in quella notte di grida e plausi e conoscenze nella mitica Arena di Verona, era il 16 luglio. Da allora a oggi un po’ di cose sono cambiate, alcune hanno avuto i loro alti e bassi e pare si siano ristabilizzate altre proprio hanno deciso di prendere la via della rottura totale e della non curanza, per la serie “ormai mi scivola tutto addosso”.

Work.

Ero approdato con molta voglia e molte ambizioni, non ne sono mai stato privo e non ce da nasconderlo, in quella realtà del mondo della consulenza informatica nel SAP; la strada sembrava soleggiata e con poche foschie all’orizzonte, le lievi sconnessioni del terreno erano evidenziate in precedenza da chi, prima di me, aveva intrapreso quella strada e tutto andava liscio e spedito.

Viaggi, persone importanti, locali importanti, auto di lusso, barche. Tutto sembrava così ovattato e semplice, tutto trasparente, ma non era così, il fondo del barile era molto oscuro e le verità celate erano più intricate di un gomitolo di lana. Le prime crepe cominciarono a formarsi sulla superficie di questo ambiente, e i primi segnali degni di nota non destarono indifferenza a tutti noi che eravamo immersi in quella realtà solo per passione e lavoro. Ora non rimane che un bel sogno di quelle ambizioni, nelle mani di un uomo che non ha mai saputo tenere nulla in quelle mani perché bucate, nelle mani di un uomo che ha saputo solo far fronte alle proprie responsabilità additando il suo dito contro il fato, il destino, la sfortuna.

Ma solo uno stolto può pensare che non programmare bene certe cose possa portare al successo, affidandosi solamente allo scorrere degli eventi e distribuendo in egual misura, ai partecipanti alla folle corsa, le responsabilità della nave che affonda senza osservare le falle che lui stesso ha creato. Ora quella pagina è stata voltata, per me rimangono le conoscenze, le persone conosciute e le ambizioni, come e anche più di prima per quello fatto e imparato in questi 6 mesi. Ora non resta che fare una scelta, speriamo quella giusta, e speriamo quella della spinta finale per mettersi in carreggiata e competere con tutti.

Lifecycle.

In tutto questo, in questo periodo di lavoro, non sono mancate le conoscenze e non sono mancati gli svaghi e le vacanze. Pensieri che vagano distanti tra i ricordi di assolate giornate a rincorrersi e bagnarsi tra sconosciuti, e che arrotolano pian piano la mente, come un mulinello, verso le vicende più recenti, come quel 16 luglio di Verona e non solo, e come quel fine settimana di settembre che porta novità e sorrisi.

Già sorrisi, a volte che si scontrano con silenzi. Silenzi che son pesanti peggio di parole o di pugni, silenzi che fendono nel tuo pensiero in profondità alla ricerca smodata di risposte, che mai furono trovate e che mai ebbero dimora in tali luoghi. I silenzi alla fine furono ammutoliti dalle risposte, e le risposte furono rese silenziose dai miei silenzi basati. Un pensiero contorto e intricato vaga per la mia mente, ma questo mi esser quasi trentenne mi porta a ponderare, anche se non sempre avviene come vorrei, alcuni comportamenti, alcuni risposte ed esser meno istintivo. Forse un altro me in passato avrebbe mandato tutto all’aria per quelle motivazioni e per quelle parole, forse un altro me ora sarebbe la con il suo orgoglio e la sua consapevolezza di non aver commesso nulla alla fine, perché così è stato, e sarebbe rimasto immobile anche se mosso da sentimento verso qualcuno.

Le cose sono cambiate, ma si possono sempre cambiare se lo si vuole, infondo viviamo ogni giorno a contatto con tanta gente e con tante persone che è normale che ognuno sia fatto a modo suo e che debba esser diverso e particolare rispetto alla media; è solo questione di accettarsi e di comprendersi e volersi bene : io te ne voglio.

Me.

In questo grande mare di confusione poi, ce anche la confusione interiore di chi vistosi recapitare, un anno esatto fa, un messaggio con su scritto “va che sei solo ora” non è ancora pronto, e non si sente in grado anche per motivi vincolanti al suo lavoro, a riprendere per mano la sua vita e portarla in parallelo con quella di qualcuno. Ora non è ancora il momento, perché tradirei me stesso, e in primo luogo chi sarebbe ‘vittima’ di questa mia erronea scelta. E come un naufrago che lascia bottiglie con messaggi nella speranza che qualcuno senta il suo grido di aiuto, così naufrago in questo oceano di solitudine ho deciso di lasciare il mio cuore danzare in una bottiglia nell’oceano, magari qualcuno lo raccoglierà un giorno, o magari la marea lo riporterà indietro. Almeno saprò cosa dovrò farne.

Thinks.

Chiusi nelle nostre 4 mura di pensieri fatti di cartone e neve, che si bagnano e sciolgono, e che al primo raggio di sole si trasformano in fondamenta talmente fragili da non reggere una piuma, viviamo senza badare a cosa è giusto o sbagliato. Per inerzia accettiamo tutto e per inerzia e per lo stesso motivo per cui questo tutto non ci sta bene tiriamo in ballo il Destino o il Fato, sperando che i nostri malori siano assecondati da queste pillole auto ingerite e malcuranti.

Le nostre scelte sono le nostre fondamenta, i nostri rifiuti, e il nostro esser cocciuti e ambiziosi il cemento che le reggerà; non lasciamo che il silenzio porti la barca alla deriva, non lasciamo che il tempo faccia il suo decorso e sistemi le cose, perché non è mai così e perché non abbiamo troppo tempo in questa vita che già di suo è molto breve.

End.

Il giro di boa è quasi compiuto amici di viaggio e passeggeri distratti dal tempo o dal paesaggio distante, il 5 novembre sarà un anno che sono a Milano e pensavo di organizzare una festa per questo evento con le persone più care e gli amici che ho conosciuto e che mi son stati vicini, e per quelli che da anni mi conoscono e cercano a modo loro di essermi vicini. La festa la sto organizzando per il 4 novembre, che è domenica, così alle 0.00 sarà 5 e si stappa lo spumante! Che dire, penso di esser stato sin troppo prolisso anche se non scrivevo da mesi, spero di non avervi annoiato, e per chiunque voglia partecipare a questa cena /festa me lo faccia sapere.

Stay tuned, bye.

L7h

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. cherry
    Ott 10, 2007 @ 18:36:54

    nn ho letto nulla d qto tuo post xkè sn d korsa, stase voy a bailar e devo affrettarm a prepararm xkè prima devo fare 1000 giri.. ma lo leggerò se nn doma (ke sarò in komissima so già), magari venere.. a proposito, se t va e se 6 ankh libero, possiam vederc venere sera.. xkè kredevo d avere 1a cena kn amici ma è stata spostata a sabato.. qndi.. se è ok anke x te.. dimmi dv possiam trovarc.. nn rikordo d dv 6.. anyway 1 posto lo s trova!
    zauuuuu! let me know

    Rispondi

  2. domenico
    Ott 10, 2007 @ 12:24:51

    ehm….bhè fino al 5 novembre spero di ricordarmi…ma cmq fai finta che sono li con una bella bottiglia di spumante in mano ad brindare alla tua vita^^…..ciao bello

    Rispondi

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