Cassetti che si aprono …


 

cassetti

 

Giornate lunghe, quasi interminabili. Ti svegli la mattina alle 7.30 e chiudi gli occhi che è passata l’1.30. Magari non dormi, bloccato da un pensiero, il caldo o le maledette zanzare. Tra il campo di allenamento e il letto mi hanno massacrato, si potrebbe giocare ad unire i puntini, uscirebbe il disegno di una zanzara gigante.

Ormai è una settimana che mi alleno, dura riprendere dopo tanto tempo, troppo tempo, ma è una sfida personale e la voglio portare avanti, finche mi sarà permesso. La mattina quando ti alzi e ti accorgi che al posto delle gambe hai due tronchi di legno che non ne vogliono sapere di rispondere agli impulsi che gli da il neurone ti chiedi ‘Ma chi me lo fa fare?’, ma poi ritorni in quel prato verde e sai perché ti fai del ‘male’.

Le giornate si stanno routinando, passatemi il neologismo. Tra lavoro – allenamenti – eventuali serate tra amici – casa. Come prima settimana di ripresa devo dire che non è andata male. Sono immerso in una fase di studio per il prossimo progetto che sarà a Milano, per cui sono molto rilassato.

Il tempo che scorre ha scandito anche l’arrivo del 28 agosto. Date su date che scandiscono il ticchettio dei ricordi. Sta volta mi toccava telefonare, visto che l’anno scorso, per discussioni varie, non glieli avevo manco fatti gli auguri. Già il compleanno di Fede. Altri numeri che non si dimenticano anche a volerlo.

Lo stesso giorno, dopo quasi 6 mesi, quanto tempo, e quante ne sono passate, ho fatto la mia ricomparsa tra la gente del cineforum. Avrei rivisto anche lei, a due mesi esatti dal nulla. Lo chiamo nulla, ma potremmo chiamarlo reset, quando tante piccole cose vengono resettate, cancellate, per far spazio al silenzio, al rancore, alle bestemmie, alla rabbia e all’odio. Dove tutto crolla, senza distinzione di cosa è buono e cosa e cattivo, e viene sepolto per sempre … anche se per sempre qualcuno non lo comprende, ma ha imparato a scriverlo nei suoi pensieri in rete, si sarà ricreduta …

Ormai ero arrivato, quasi le 23, pensavo avessero cominciato, ma invece no, mi stavano aspettando e non erano manco in molti. Lei non c’era, no. Non immagino il motivo, ma ci sono rimasto un po’ così, spero non sia per la mia presenza, non vorrei privarla di questa ‘tradizione’ per mia colpa. A quel punto smetterei di andarci io.

Va bene, pazienza. Quando sarà, sarà; vediamoci questo Marchese ………  Sturdust ????? Mah! Per un attimo ho pensato : oltre il danno anche la beffa; ma non vi è danno in fine se non ci si è incrociati, anzi con questo film meglio com’è andata, ma quasi ammazzarmi per arrivare in un orario decente e poi vedere un film già visto, e che film …

Forse è meglio mangiare qualche tarallo va, mentre un piccolo cassetto di memoria viene aperto …

Pian piano riaffiora della luce e gocce di ricordi cadono fuori da esso. E rivedo quella serata come fosse ieri, quel freddo d’autunno inoltrato, la piazza del duomo colma di gente che osserva spettacoli e danze; doveva essere una notte bianca in duomo a tema anni ’70.
Sul palco andavano rivisitazioni di musical famosi, come Greese, Jesus Christ Superstar e Rocky Horror Picture Show.

Lo spettacolo delle 20.45 purtroppo ci era saltato dovemmo attendere il successivo e restare un po’ in giro. E ora mi ricordo anche che quel giorno in centro la portai a fare un giro per le via di P.zza San Babila e le dissi di memorizzare quella via : Via Durini … Caso vuole sia la via della sede legale dell’Inter, e forse è la prima volta che chi è di fede rossonera trae felicità da un qualcosa legato all’Inter …

Quella ragazzina, nel suo cappotto verde lungo, i jeans strappati e le All. In duomo scappava dai piccioni per la sua paura dei volatili, che tremava di freddo e non capiva cosa centrasse quella via; ogni tanto la interrogavo per vedere se la ricordasse e mi veniva da ridere, così nei giorni successivi … finche alla mia festa capì, e ne fu contenta … che sarebbe stato il mio prossimo, e attuale, ufficio …

E così ti ritrovi in una serata come tante a vedere con occhi diversi qualcosa che gli altri vedono come un film. Osservi delle scene e ricordi delle voci, senti dei dialoghi, come quelli con il mitico Robert De Niro, è ti sembra di sentire dei sorrisi, percepisci qualcuno che aveva freddo e ricordi un tuo abbraccio.

Quanti ricordi, e tutti carini, da tanti piccoli sorrisi, senza nessun rancore, senza rimpianti o rabbia … piccoli momenti in cui assieme siamo stati bene … chiudiamo il cassettino va, tanto sarà sempre la quando si vorrà avere un sorriso … qualsiasi cosa succeda sarà la.

E poi finisci di pensare. Di scrivere. Rileggi. E ti chiedi perché? Perché ora questi collegamenti? Perché esiste del dialogo ancora tra ‘inferno’ e ‘paradiso’ dopo tutto? Una notte ho letto un commento, a dei pensieri tristi di un fine novembre, la persona che commentava diceva … ‘ ma perché tu hai il vizio di legarti così forte alle persone … ’ .

Forse si riassume in questo concetto la risposta al mio perché. Perché se c’è qualcosa che dovresti rinnegare, respingere ed odiare poi nel profondo trovi sempre un motivo che ti lega. Io forse so cos’è, e immagino lo sappia anche tu …

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: