Il viaggiatore di ‘memorie’


Passi silenziosi lasciano alle loro spalle segni ghiacciati del loro passaggio seguiti da due binari scolpiti nella neve sui quali scorre, lenta e cigolante, la sua valigia. Fa capolino in quella piazza dopo l’ennesimo viaggio, dopo l’ennesimo ritorno dalla sua culla. Un respiro si tramuta in un soffio di un drago bianco, le luci si mimetizzano nell’immenso candore che avvolge Milano, fiocchi si posano come dolci mani di un tempo su di lui senza domandare.

Guarda avanti e prosegue, il tempo per guardarsi indietro ormai è terminato. Il funesto anno bisestile ha salutato con dolcezza e si è defilato silenzioso senza ferire. Si era presentato con un dolce tempore di candele che facevano di contorno ad un rosso accesso di passione e ha tolto il disturbo in un rumoroso silenzio di soffice ovatta posata per coprire gli errori e attutire il colpo caso mai non fosse riuscito a resistere ai capogiri della memoria.

Un passo falso e quasi scivola pesantemente sulla schiena, ma un veloce movimento rendono di nuovo stabile l’equilibrio. Chiude gli occhi, il freddo sta penetrando ovunque, anche in quei luoghi dove vorrebbe non dimorasse e non regnasse, ma è impossibile resistergli, la Regina degli inverni ha deciso di posare le sue mani su quelle immagini, su quei rumori, su quei silenzi, su quelle lacrime e racchiudere il tutto in un luogo lontano, freddo ed eterno.

Un brivido percorre la sua schiena mentre ritorna ad osservare quel film in bianco e nero che ora è la sua casa. Un tiepido accarezzarsi il viso mentre nasce un sorriso per la sua Barcellona, amata dimora, destinazione finale del suo viaggio. Ma il sorriso muore come nasce, nel battere di ali di colibrì, e racchiude l’ennesimo errore, l’ennesimo petalo di margherita con su scritto ‘no’ che cade poco lontano da lui, in un sordo rumore e viene subito sommerso da un fresco bianco. Senza colpo ferire spezza un sorriso sarcastico di chi sa di aver seminato passione e romanticismo in cambio di indifferenza ed egoismo.

Alza gli occhi al cielo, la sua dimora è la, occhi a mezza luna attorniati di verde e un folto pelo lo scrutano dal balcone, qualcuno ha già percepito il suo rientro prima che questo avvenga; il bianco appanna i suoi occhi pian piano e dolcemente, china lo sguardo e muta la sua espressione, rughe gli solcano il viso, sarà il freddo o sarà che la ruota questa volta ha voltato pagina ad un decennio. Il bambino sorride dentro e osserva fuori felice i 30 anni passati in sua compagnia, nei suoi momenti di felicità e amore, cullato nei giorni tristi e di solitudine.

Si volta un attimo prima di entrare, ha capito che non tutto è da buttare di quello che è passato. Riassapora vecchi sorrisi e incrocia sguardi dimenticati da tempo. Anche lei, da dove tutto era cominciato, ora è tornata nella sua vita, e chissà per quanto ci rimarrà.

Infila la chiave nella serratura, apre la porta, la chiude alle sue spalle. Che tutto rimanga la con lui in silenzio, ma con lui per sempre, perché un ricordo porta sorrisi e una lacrima offusca i rancori e gli errori.

Il viaggio non è terminato.

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