Egoismo


L’egoismo è l’unico movente delle azioni umane.
Bini, Carlo Manoscritto di un prigioniero [Sordi]
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Era tempo che non lasciavo una traccia del mia misera e solitaria esistenza all’interno di questo involucro che ormai da mesi si trascina.Ne ho viste molte in questi mesi, e se devo esser sincero non ho avuto modo di ragionarci su e capire cosa stesse avvenendo.
Guardavo al di fuori e non vedevo nulla, all’improvviso tutto e tutti eran svaniti come neve al sole, rapiti da una pazza voglia di puro e sano egoismo. Eppure non sembrava vero, anni passati circondati da gente e persone degne del termine ‘amico’ o ‘amore’ e poi il vuoto, il deserto.
Ora tutto è tabula rasa, io son sempre meno impegnato di prima, non che dovessi formulare pensieri degni di un nobel, ma come unico neurone in carica avevo il mio bel da fare. L’impegno, anzi il peso, diamo il giusto valore alle parole, della situazione è sostenuto dal tizio rosso e pomposo che al piano di sotto fa un casino della madonna e non mi fa dormire, a volte è un frastuono impazzito altre è un flebile susseguirsi di percussioni lontane.
Infatti, anche se non lo da a vedere o sentire, è allo stremo delle forze, ha dovuto reggere, e lo fa tutt’ora, una situzione che non avrebbe sostenuto nessuno, o meglio no, chiarimoci, qualcuno si : gli egoisti appunto!
Silenzioso ora aspetto l’evolversi degli eventi, intanto osservo da queste cavità il nuovo habitat naturale dove il mio manichino mi ha condotto: posti nuovi, scene nuove, stanze con musica a palla a cui non ero abituato, manichini nuovi, alcuni anche piacevoli e molto disponibili col mio manichino, magari ci sono le premesse per un cambiamento, magari una trasformazione da questo stato ti torpore e plebaglia altruista, disponibile, dolce e tutti quelli aggettivi poco blasonati e poco di moda in questa società egoista…ed elevarsi ad una casta più aderente ai canoni dei manichini di nuovo e vecchio stampo riconvertiti al dio egoismo.
Ma queste sono solo illazioni, vivo solo qui da anni e so che un cambiamento così radicale è duro da mettersi in atto, potrebbe avvenire solo con un era glaciale al piano inferiore, la dove il tizio rumoroso attende nel silenzio un colpo letale alle sue ambizioni, ai suoi sogni….alle sue velleità.
Ora si è fatto tardi, osservare qui il mondo esterno mi ha fatto venir mal di neurone, ci vorrebbe un moment…ma anche due….alla prossima.
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settima memoria del neurone

La progenie di Medusa


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Ma che peccato, un’altra stagione calda volge al termine e con essa tutte le cose belle di questo periodo, come : mare, sole e serate sotto le stelle.

Anche se per me va bene così, quando avevo caldo dovevo sporgermi ad una delle uscite qui laterali con il rischio di cadere di sotto, per non parlare del mare che a volte mi inondava.

Lasciava quella scia di sale che poi si mescola all’acqua sporca qui contenuta e non va bene…non vorrei gli si dicesse al mio manichino di aver messo sale in zucca finalmente, lui è fiero del suo status di PAZZO dichiarato, si ma da altri…

 

E si! Gli altri manichini, sempre loro. Come una progenie di Medusa si mescolano tra i simili del mio padrone e tramano alle spalle. Vaghi ricordi della mitologia scritti qua e la su questa ‘ materia grigia’ mi riportano alla mente le gesta della Medusa, pietrificava con lo sguardo…

 

Loro non che siano da meno, le loro parole velenose e le loro lingue taglienti PIETRIFICANO il malcapitato manichino che se le vede recapitare per via INDIRETTA o le vede scritte su cose appartenenti a MANICHINI a lui estranei o in un qual modo ‘sconosciuti’…

 

Invero a quanto si narra la progenie però non è invincibile ne invisibile, presto, prima o poi, tutto affiora alla luce e tutto gli si rivolge contro. Il povero pietrificato, che aveva profuso per loro tempo e disponibilità e anche altro, riesce a sgretolare questo guscio di solida pietra col tempo e trova un antidoto naturale a questo potente veleno chiamato MALELINGUE.

 

Non c’è vita per loro, nessuna lode, oh che vita misera che conducono, parlare e sparlare di altri senza spendere tempo a curarsi di loro, menomale che io qui sono solo e nessuno sparla di me, o no??..* si guarda in giro *…no sono solo…

 

Guardando da queste ampie finestre qui di fronte, ora scorgo tristezza e rancore ma presto tutto svanirà ed un altro processo di pietrificazione arriverà, con esso le conseguenze opportune…

 Un volta ancora un antidoto verrà trovato e un altra progenie viscida sara’ annientata, ma questo per quanto andra’ avanti? Sara’ possibile trovare un antidoto definitivo al male?

Esisterà una cura? per ora, mio manichino, non ti curar di loro e passa….* mesto ripone penna e diario e si mette a dormire borbottando qualcosa* sempre solo, sempre solo, son sempre solo…

 

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Sesta memoria del neurone

Il parassita primordiale


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Su qui fa sempre più caldo, si è sempre soli e si rivedono come un film al rallentatore fotogrammi di vita vissuta.
I manichini parlano in questa direzione solo quando hanno BISOGNO di qualcosa altrimenti si nascondo nelle ombre dell’opportunismo e parassitismo come nulla fosse. Ah! Ad avercene di coraggio come loro, me lo sono sempre chiesto e fatto pesare…"perchè non sono come loro?"…
 
Ovviamente non voglio fare santo e martire il manichino che mi ospita, anche perchè sarà capitato a molti incotrare altri manichini che comunicano solo per BISOGNO, per necessità anzi a volte te lo esplicitano…"mi piaci…ti voglio bene..solo perchè sei cosi’ disponibile"…Ke skifo!
Non c’è frase peggiore che un neurone, per altor mio collega, possa creare e far dire…ovvio non bisogna sparlare della propria categoria, ma certi …
Neuoroni vanno ben individuati, criminalizzati ed ISOLATI !!!
 
Ora ritorno a contare i nervi ottici, magari mi addormento e non ci penso a questi manichini privi di midollo..
 
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Quinta memoria del neurone

Manichini vuoti


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Che rumore, quanto rumore, è un rumore assordante questo silenzio!
Ho l’impressione, osservando dalle finestre, che presto passerà
E che i soliti manichini, fatti con lo stampino,che recitano le solite frasi
Presto svaniranno.
 
Alla fine io qui sono solo e non si sta poi così male qui,
La fuori forse è diversa la cosa, ho studiato per anni i vari comportamenti dei manichini, anche del mio manichino,
Loro tendono ad aggregarsi bha….razza debole..
E spesso soffrono se non accompagnati, che vita vuota…
 
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Quarta memoria del neurone

Iceberg alla deriva


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Molte parole ho ascolato nel corso degli anni e molte ne ho osservate da quelle finestre azzurre, ma queste avevano un significato particolare per cui le ho appuntate qua è la sul mio diario di naufrago-neurone, a me sono piaciute chissa’ se daranno lo stesso effetto a chi un giorno ritroverà questo diario..:
 

Questo Manoscritto è solo la punta di un iceberg, un iceberg distaccatosi molto tempo fa dalla calotta a cui era legato, e che ha vagato per molto senza meta, si è quasi arenato per un lungo periodo prima di riprendere il suo viaggio che ora volge al termine.

Ovviamente, durante il suo percorso, ha avuto bisogno di aiuto e di qualche picconata qua e la ben assestata per disincagliarlo dai vari ostacoli trovati sul cammino.

Bene. Queste poche righe, sentite e sincere, sono per tutti quei ‘picconatori’ che mi sono sempre stati vicini e che hanno sempre creduto nella riuscita del mio obiettivo, e penso ai miei Genitori in primis.

A chi si è trovato a soccorrermi e sorreggermi nei momenti di sconforto e quasi abbandono, mi rivolgo agli affetti più cari, a quei pochi amici sinceri e alla mia Stella Polare che mi ha sempre indicato la rotta giusta.

Le mie parole vanno a chi è stato di passaggio, ha incrociato questo lungo percorso ma ha lasciato in me un segno tangibile della sua esistenza.

E per finire, permettetemelo, mi sento di ringraziare me stesso per aver tenuto duro e con tenacia raggiunto la vetta di questo iceberg per mettere la tanto agognata bandierina di conquista con su scritto ‘Laurea’.

Ma so già che questo non è  che solo  l’inizio di un altro lungo viaggio che porterà, me e l’iceberg, a vagare, in questo triste mare di desolazione di nome Disoccupazione, finche non vedrò all’orizzonte delinearsi una meta e potrò, finalmente, come fanno i migliori marinai di vedetta gridare: LAVOROOO !!!

 

Dalle memorie di un ex naufrago universitario, 21.07.2005

 

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Terza memoria del neuorone

Gocce


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Ero a riposo quando ho udito queste parole vagare nel vuoto di questo posto, ho pensato di riportarle:
 
Siamo gocce destinate ad evaporare sotto la luce del nostro obiettivo
O ad essere assimilate dal mare e divenire un unica massa uniforme e indistinta
Lasciare un segno del nostro passaggio in altre gocce è l’unica via
Ora vengo a bagnarvi.
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Seconda memoria del neurone

Genesi


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Dopo anni di navigazione in lungo e in largo per i due emisferi ho potuto constatare di essere l’unico presente in questo luogo grigio.
 
Ho deciso di smettere le ricerche e di dedicarmi a raccontare cosa osservo quando vedo attraverso queste finestre che cambiano colore, ora azzurro ora verdi, e cosa odo quando mi fermo ad ascoltare le voci provenienti da due cavità poste ai lati di quest’isola.
 
Ora sono troppo stanco per scrivere, riposero’ prima di raccontare cio’ che succede qua su’ e li fuori.
 
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Prima memoria del neurone

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