E’ che bisogna spezzare il fiato …


Non parlo di paesaggi mozzafiato. Non parlo di emozioni tali da toglierti il respiro. Non parlo di un soffocamento. E’ un affanno il mio. Un boccheggiare annaspando di questi giorni grigi. Siam sempre la a correr dietro qualcosa o qualcuno e poi ci ritroviamo sempre col fiatone ad osservare quel qualcosa o qualcuno allontanarsi e svanire lentamente.

Un lavoro che cerchi da mesi, che si avvicina, sembra fatta … e poi svanisce. Una conoscenza che ti sorprende, frequenti, sembra vada tutto bene e poi … svanisce. E tu rimani la a rincorrere, spasmodicamente allunghi la mano, ma il soggetto ormai è solo un puntino lungo l’orizzonte. Bisogna rompere il fiato … me lo diceva sempre il Mister quand’ero un calciatore in erba, anzi, in terra battuta, e battuta anche male visti alcuni sassi a centrocampo …

Perché quando rompi il fiato tutto diventa più semplice. Avviene un estensione polmonare, il corpo sollecitato dallo sforzo mette a disposizione più risorse di quelle date e tutto diventa fluido.
Questo avviene a distanza di qualche minuto, non subito, perché il nostro corpo ed il nostro metabolismo sono abituati a lavorare a bassi regimi, per cui l’affanno dei primi momenti di sforzo. Poi il corpo si accorge che serve più energia di quella elargita e la … si rompe il fiato.

Sicuramente sarà quello. Non ho ancora rotto il fiatto con la vita. Devo ancora rincorrere molto, e mettere a dura prova quest’esistenza, prima ancora di ricevere le giuste dosi di energia per non rimanere indietro e veder tutto svanire … perchè come diceva Abatantuono in Turnè : ” uno passa la vita a farsi dire che prima è troppo giovane poi dopo diventa troppo vecchio  ci sarà una fase centrale in cui uno deve correre ?  … Vu-vu-vu-vu-vu … L’effetto velocità, servirà no ? ci sarà un motivo ? …”

 

Sapete cos’è un Task Manager?


Beh si avete capito di cosa sto parlando, il conosciutissimo Task Manager dei sistemi operativi Microsoft. Quell’affare la che appare premendo contemporaneamente CTRL.ALT.CANC . Quella finestra invasiva che si mette davanti a tutte le vostre finestre, anche in maniera un po’ prepotente, imponendosi sulle altre : io sono la tua unica finestra … non avrai altra finestra all’infuori di me. [ cit. Dio, tratto dal prequel del bestseller ‘La Bibbia’, chiamato ‘I dieci comandamenti’ ]

Insomma, quella finestra-prima-donna ti permette di osservare tutte le applicazioni aperte in quel momento e i processi attivi e decidere se terminali o meno, in gergo NOI informatici diciamo ‘killare un processo’. Appunto, pensavo, tra un Dakota e l’altro, ma non sarebbe bello avere un Task Manager del nostro cervello?

La nostra vita alla fine è come un sistema operativo no? Vi spiego … come disse il marinaio alle vele …

Tu la mattina ti svegli, potremmo paragonarlo a quando la mattina entri in ufficio e accendi il portatile. Poi, la prima cosa che fai dopo il risveglio è la colazione, hai bisogno di carburare e ricaricare le batterie. Il pc ha bisogno dell’alimentatore altrimenti come funziona? Dopo un po’ si spegnerebbe anche lui come noi se non ci nutriamo.

Durante la giornata lavorativa ci succede di avere dei momenti di alti e bassi, dei momenti in cui sei concentratissimo e non hai manco il tempo di un panino o controllare la posta a dei momenti di pausa blandi in cui hai anche lo sbadiglio post pranzo incallito che si accanisce sulla documentazione che devi consegnare per forza prima della riunione del capo che è subito dopo pranzo !!! Ma anche il nostro pc alterna dei momenti di lentezza e processore ‘a tappo’, che manco il cursore del mouse segue il movimento della tua mano, a momenti di idle mostruosi in cui la ventola sembra un suono piacevole da ascoltare.

Vengo al dunque, evitando altri mille paragoni, perché io non potrei killare, di sana pianta, tutti quei processi che si avviano in automatico ad un fotogramma di un film, all’udire di una canzone, all’incidenza di un discorso improvviso su un determinato argomento? Perché non posso premere NASO.PISELLO.CAPEZZOLO contemporaneamente e far apparire nella mia mente la lista dei pensieri attivi, in running, con l’opzione termina?

Quando un processo non è più necessario? E quando noi ne prendiamo coscienza, che anche se si avvia automaticamente, è come un pixel in un monitor con risoluzione 7680×4800 ? Cioè infinitesimalmente superfluo e non di nota ? …

Vi lascio riflettere sulle note della ‘mia’ Dokata presa direttamente dal concerto degli Stereophonics all’Alcatraz. Buon’ascolto.

La mia donna …


[ …
Ma si tratta di scuse. E’ arduo trovare la donna giusta, Richard! Tu
non sei mica tanto malleabile, come eri una volta. Hai ormai superato la
fase della mente aperta. Insomma, le cose in cui credi, le cose per le
quali saresti disposto a morire, agli occhi di molti appaiono buffe, o
pazzesche.

La mia donna – pensai – dovrà avere trovato, entro di sè, le stesse cose
che ho scoperto anch’io: che questo mondo non è affatto quel che sembra,
che tutto quel che abbiamo nel pensiero poi si avvera nella vita, che i
miracoli non hanno nulla di miracoloso. Lei e io non potremmo mai andare
d’accordo, se non ci somigliassimo. Battei gli occhi. Lei dovrà essere
esattamente uguale a me!

Molto più bella di me fisicamente, s’intende, poichè io amo molto la
bellezza; ma dovrà condividere i miei pregiudizi, lei, oltrechè le mie
passioni. Non potrei lontanamente immaginare d’innamorarmi di una
che si lascia dietro, ovunque vada, una scia di fumo e cenere. Se ha
bisogno di feste e di cocktails, per essere felice, o di droghe, oppure se ha
paura degli aerei o timore di alcunché, e se non avesse una suprema fiducia
in se stessa, se le mancasse il senso dell’avventura, se non ridesse di quelle
sciocchezzuole che io trovo umoristiche, no, non funzionerebbe. Se non
fosse disposta a condividere i soldi quando ne abbiamo e la fantasia
quando non ne abbiamo, se non le piacessero i procioni … Oh, Richard,
non sarà mica facile, trovarla. Ma, se le manca tutto quanto detto sopra – e
altro ancora – tu stai meglio da solo.
… ]
[ Richard Bach – Un ponte sull’eternità ]

The X-factor !!!


X X X X X X X X X X

X X X X X X X X X X

X X X X X X X X X X

X X X X X X X X

son 38, speriamo arrivi qualcuna a metterci un . (punto) !!!

it could be wrong

Le Principesse ci stanno sul Pisello


Tutto comincia da bambine, quando i genitori decidono che il modo migliore per intrattenere le loro ‘innocenti’ creature sia: fargli vedere tutta la filmografia della Disney ! E allora si parte con : Biancaneve e i Sette Nani, Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco, Aladdin, La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Pocahontas !!!!
Cosa hanno in comune tutti questi film?? Beh una povera sfigata che non sapendo come svoltare nella propria vita decide di attendere il ‘noto’ uomo in calzamaglia turchese! E così loro, piccole, tenere, paffutelle e ‘indifese’ già iniziano ad idealizzare come sarà l’identikit del loro futuro compagno, segno particolare: PRINCIPE AZZURRO!
La bambina è cresciuta, è una donna, e si accorge che, ormai, dopo svariate relazioni, il signorotto in calzamaglia è solo frutto della fantasia della casa di Orlando (USA). Così, decide di abbandonare le velleità dell’attesa e di cambiare punto di vista … eccezziunale veramente direi come la svoltano …
Le 4 baldracche con il Cosmopolitan, e non solo, in mano … ne vogliamo parlare? Per tutte, e anche tutti a volte, caso preoccupante, Sex & the City è diventato il telefilm cult femminile che dirige i pensieri e i modi di fare di molte donne. Per cui, se prima erano la con il sospiro facile, a osservare la luna, in attesa di avere gli occhi a cuoricino appena Ezio Paolo Turchi in calzamaglia fosse passato a tiro …
Adesso …
Si riuniscono in queste congreghe di sole donne single, e disperate, perché ognuno di loro alla base vive un dramma : che quello a cui la darebbero anche se fosse caduto in un campo di letame non le caga, scusate il gioco di stronzate, minimamente!! Nel mentre, ovvio, bi-‘svaccano’ in giro, sparlano di quella o quell’altra, prendono per il culo quello o quell’altro, anche se la sera prima se lo sono scopato, e parlano soprattutto di sesso, scarpe, vestiti e vibratori. Insomma, dalle Stalle alle Stelle … si, quelle di un Motel ad ore, ed al massimo ce n’è una sola di Stella …
Ora, mi dite come fate a passare dalla ‘Bella e la Bestia’, con tutto il coraggio e lo stomaco che ci vuole a farsi quella Bestia, a nutrirvi solo di frivolezze e Cosmopolitan???
Ieri ho chiuso ‘un cerchio’ che avevo aperto esattamente un anno fa, il 6 giugno del 2009, quando avevo conosciuto una persona che era uscita da una lunga relazione chiusasi nel peggiore dei modi, mentre avevano progettato di convivere, cioè scoprendo che lui la tradiva da mesi.
L’approccio ‘al caso umano’ non è stato facile, e la povera ‘bimba’, educata sicuramente a ‘botte di Disney’, aveva esordito dicendo : “Io voglio la favola!! Voglio innamorarmi come nelle favole del Principe Azzurro ..”.
Ora non potrei sintetizzare un anno solare di fatti accaduti in poche righe, ma dico solo che il Principe Azzurro preso a Campione ISTAT confronto a me si sarebbe sentito peggio del Gobbo di Notre-Dame e che lei, alla fine della fiera, è sicuramente più falsa di una borsa Louis Vuitton made in Taiwan!
Quindi, voi donne che : volete continuare a fare la vostra vita indipendenti; che pensate che le relazioni siano solo una palla al piede; che non riuscite ad essere voi stesse con gli amici se c’è anche quello con cui la sera prima avete scopato come delle maiale; che anche un sms, a cui non rispondete inventando le scuse più improbabili, vi soffoca; che è meglio vedersi massimo due volte a settimana, magari dopo i pasti e non più di due ore altrimenti vi viene l’ansia; che volete tutto e non volete dare niente; che pretendete sincerità, lealtà e chiarezza sin da subito, ma non ne conoscete vagamente l’odore; ma che, SOPRATTUTTO, vorreste sempre il PRINCIPE AZZURRO, in un futuro, al vostro fianco … beh .. con tutto il cuore … ANDATEVE AFANCULO !!!
Le ‘Principesse’ mi stanno sul Pisello.
Ps: tenete bene a mente il titolo di questo post, un giorno capirete … quando lo troverete in giro …
   LS  –
   
 

Loop



Un passo avanti. Un sospiro.
E due indietro.

Un sospiro. Un lungo
silenzio. E mi distendo.

Mi alzo. Mi guardo alle
spalle, magari un segno o una parola. Il silenzio.

Un passo avanti. Un sospiro.
E due indietro.

Se guardo avanti osservo
dei passi. Alcuni vicini, alcuni distanti. Forse ho corso per un momento, forse
sono stato nel futuro per un momento, ma perché mi ritrovo fermo a osservare
quei passi interrotti e guardare i passi alle mie spalle?

Conosco quel percorso. Intravedo
ogni singolo passo. E ricordo ogni singolo attimo di pausa. Ma perché ritorno
indietro su i miei passi? Perché?

È una distesa bianca e
silenziosa questa. Quei passi indietro non svaniscono per mancanza di calore e
mi tentano a ripercuoterli cm dopo cm, fiato dopo fiato, cercando delle
risposte che non ho mai avuto e che forse non avrò mai.

Davanti non c’è nulla o
nessuno, tanto vale fermarsi o tornare indietro no? Ma potrebbe essere che
anche qui o indietro non ci sua nulla o nessuno ad aspettarti.

Per cui.

Un passo avanti. Un sospiro.
E due indietro.

Con calma, non datemi
fretta, troverò la via.

Un passo avanti. 

Make our escape


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